Crediti
Un equo sfruttamento dei terreni

Nel 1507 il Consiglio Comunale di Nonatola approvò, dopo molte traversie, un sistema finalizzato a semplificare l’amministrazione e a garantire l’equa ripartizione dei beni avuti in concessione dal monastero.
Il nucleo essenziale di quel meccanismo regola ancora oggi il momento della divisione delle terre della Partecipanza. Quando si procede al riparto le terre sono dapprima divise in venticinque parti detti “cò”, cioè venticinque appezzamenti ai quali è attribuito un raccolto possibilmente uguale e mediante l’estrazione a sorte si assegna ciascun appezzamento al controllo di un partecipante considerato uomo dabbene detto il capo-cò. Ognuno degli appezzamenti viene poi ulteriormente suddiviso in un numero uguale di frazioni minori, tante quante sono gli individui, - uomini, donne, bambini – che godono del diritto: prende vita così l’unità di misura chiamata bocca. Ad ogni partecipante spetta una bocca. La ripartizione dei terreni fin dai tempi più antichi avveniva ogni nove anni, oggi si svolge ogni 18 anni.

 

 

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Dalla carta di Gotescalco all'Ente Morale
Il territorio nell'antichità
La divisione delle Terre
I Partecipanti
I riferimenti storici
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